Sistema di codifica ICD‐9‐CM

La Classificazione Internazionale delle Malattie 9° revisione, Modifiche Cliniche (ICD‐9‐CM) è la versione della Classificazione Internazionale delle Malattie prevista in Italia dalla normativa per la codifica delle malattie e dei problemi correlati. ICD è stata sviluppata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ed è divenuta negli anni lo standard di classificazione de facto per gli studi statistici sui tassi di morbosità e mortalità e per studi epidemiologici, nonché valido strumento di gestione di salute e igiene pubblica. Lo standard è oggi alla sua undicesima edizione ufficiale (ICD‐11), approvata nel 2018 dagli Stati membri, in occasione della 72 Assemblea mondiale della Sanità e che entrerà in vigore il 1° gennaio 2022. In Italia, la classificazione ICD è tradotta e mantenuta dal Centro Collaboratore Italiano dell’OMS per la Famiglia delle Classificazioni Internazionali (CCIOMS), organismo che fa parte del WHO-FIC Network, la rete internazionale dei centri collaboratori dell'OMS per la Famiglia delle Classificazioni internazionali, che supportano l'OMS nello sviluppo, adozione da parte dell'Assemblea Mondiale della Sanità e diffusione delle classificazioni sanitarie internazionali. Il CCIOMS è riconosciuto dal Ministero della Salute con cui partecipa al progetto it.DRG per predisporre la revisione dei sistemi di codifica e classificazione usati nella SDO (in particolare l’ICD-10 versione italiana) e sperimentarne l’uso nel contesto ospedaliero italiano. La nona revisione dello standard ICD‐9‐CM è stata sviluppata nel 1977 e l’ultimo aggiornamento della versione italiana risale al 2007. ICD‐9‐CM è soprattutto orientata a classificare i dati di morbosità, e introduce la classificazione delle procedure. La traduzione italiana, predisposta e pubblicata a cura dell’ISTAT nel 1975, è utilizzata ai sensi del D.M. 26/07/1993 per la codifica delle informazioni cliniche rilevate attraverso le Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) e, secondo quando disposto dal DPCM sul FSE, per la codifica delle patologie croniche, rilevanti e in atto all’interno del Profilo Sanitario Sintetico (PSS). 

Il sistema contiene oltre 12.400 codici finali di diagnosi e oltre 3.700 codici finali di procedure. In particolare, si tratta di una classificazione multi‐assiale suddivisa in 17 capitoli, categorie principali di malattie e traumatismi, dei quali 10 sono dedicati alla classificazione di malattie localizzate in specifici organi o apparati anatomici, mentre gli altri 7 descrivono specifiche tipologie di condizioni che interessano l’intero organismo.

Uso di ICD‐9‐CM secondo il DPCM sul FSE:

ICD‐9‐CM è uno dei sistemi di codifica clinici previsti dal DPCM sul FSE per la codifica delle condizioni di salute all’interno del PSS. In particolare, le sezioni del PSS nelle quali è previsto l’utilizzo dei codici ICD‐9‐CM sono:

  • Patologie croniche e/o rilevanti dell’assistito;
  • Rappresentazione codificata di tutte le patologie note in atto al momento della compilazione del documento.

Ultimo aggiornamento: 05/08/2021